Patrick Royal Classic 2014

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Rankweil è una piccola cittadina al confine orientale dell’Austria “felix” e altrettanto felici l’abbiamo lasciata con la nostra squadra dopo aver ottenuto i buoni risultati che sono l’oggetto di questo modesto rendiconto. Il Patrick Royal Classic è un torneo a 32 giocatori di tradizione oramai consolidata nel circuito di area svizzero-tedesca, una competizione di alto livello amatoriale che di volta in volta vede invitati anche professionisti. Quest’anno il trionfo è toccato in sorte al britannico Christopher Keogan sull’avversario Alexander Ursenbacher in una finale al meglio dei cinque frames. Diversi mezzi centoni per l’inglese che ha fatto valere la sua maggiore esperienza come professionista sia in attacco che strategicamente aggiudicandosi il match con un gustoso 3 a 2. Il diciottenne svizzero, sembra avere talento da vendere ma non sempre entra nel flusso magico della serie e questo fa parte degli aspetti migliorabili del suo gioco. In questa edizione la presenza italiana è stata per la prima volta preponderante con undici players e ben sette portacolori dell’AMBROSIAN SNOOKER quindi, di fatto, la prima partecipazione fuori confine di un club italiano di snooker. I sedicesimi di finale, con gironi all’italiana da quattro, riescono già implacabili perché disseminati di giocatori esperti e vecchie volpi dello snooker. Un esempio su tutti è il simpatico Franz Stähli, presidente della federazione svizzera di snooker che conta un personal break di 139. Dice di essere poco allenato ed infatti stenta a mettere insieme qualche decina di punti ma il suo gioco risulta per noi efficacissimo e di livello superiore.  Mario He, giocatore di pool già top 32 al mondo, architetta proprio in questi gironi un break da 94 e, anche se finisce al quarto posto assoluto cedendo nella finalina con il veterano e corsaro Kesseler, alimenta l’eterna discussione sulla polivalenza dei talenti nei due principali giochi a buche.

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Non passano Battaglia che stenta a carburare e non esprime il livello tecnico che gli riconosciamo, il talentuoso e sfortunatissimo Manoli, che dopo aver perso di misura lo scontro diretto con un Bertaiola tatticamente maturo, non ha neppure la possibilità di misurarsi con Cardoso, portoghese fantasma che non si presenta ai nastri di partenza ed infine “ The Professor” Uboldi che, privo delle sua attrezzatura di gioco, affronta eroicamente tre partite con tre stecche diverse pagandone l’estremo disagio con l’eliminazione a bruciapelo.

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Depongono le armi in questo turno anche Angelo Rizzo, simpatico migrante che risiede nel paese della precisione da molti anni, consumato frequentatore di questi tornei, ed anche gli altri italiani presenti cioè Kalser, altoatesino di sicura steccata, ed il prudente veneto Marton. Più fortunati rispetto alla densità degli avversari ma, con buona evidenza più determinati, risultano Bacchetta, Coltro, Bertaiola e Guerra, quest’ultimo primo del suo girone, che cercano di imporre il proprio gioco senza subire vessazioni dagli avversari. Coltro vive un momento di gloria fittizia quando conduce tutto il secondo frame contro Ursenbacher che appare poco lucido e commette diversi errori. Si accende la possibilità concreta di portarsi 1 ad 1 ma Coltro stesso fallisce una facile conclusione e si accontenta di registrare due break da 27 ed uno da 23, che, seppur modesti, sono i più alti tra quelli italiani. Bacchetta combatte con tenacia e si trasfigura puntualmente in predatore durante le fasi finali degli incontri vincendo ben tre frames alla nera di spareggio che viene rimessa in gioco in caso di parità.

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Guerra amministra la sua esperienza di veterano e senza esporsi in azzardi vince tranquillamente due incontri. Viene impegnato maggiormente nello scontro diretto con il giovane Battaglia che pur giocando ad eliminazione già consumata sembra riprendersi e cede solamente di misura al terzo frame. Bertaiola testa con intelligenza il suo stato di forma e si adegua tatticamente al momento alternando difese molto precise con zampate da leone. Realizza tutte le occasioni che l’avversario offre e nel match decisivo per la qualificazione supera di misura il talentuoso imbucatore Manoli. Al di fuori della rosa ambrosiana riesce a passare il turno anche il giovane Tonini che si affida eccessivamente al proprio braccio ma esprime un ottimo potenziale e resta in osservazione tra i migliori player azzurri. Gli ottavi di finale si complicano e da questo filtro a maglie strettissime passa solo Tiziano Guerra che nello scontro diretto con Davide Coltro si procura un meritato due a uno. L’ultimo frame è contro un avversario senza reagenti, logorato dal torrido caldo del club che, come unica nota a suo disdoro, non è dotato di aria condizionata. Al turno successivo, l’ostacolo oggettivamente insormontabile diventa l’iridato Keogan. Un secco 3 a 0 ma “The Captain” viene congedato con onore e corona il suo compleanno con l’importante piazzamento nei primi otto posti del torneo. Pollice alto per l’organizzazione e lo staff di Norbert Engel ideatore della manifestazione e gestore del First Royal Snooker Club Austria.

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Arrivederci e grazie cara valle felice di Rankweil, arrivederci Norbert e compagni, non mancheremo al vostro prossimo invito ma, state certi, che ogni volta sarà sempre più difficile liberare il podio dalla nostra simpatica presenza e dal vociare italiano con il quale abbiamo riempito le vostre amene contrade. Grazie di tutto cari amici, grazie di averci accolti e considerati per quello che siamo, cioè veri appassionati di snooker. Con questo gesto ci avete dato coraggio e direzione per i nostri programmi futuri. Vi ringraziamo con il grande cuore ambrosiano per il dono inaspettato della vostra amicizia.

Annuncio della trasferta ambrosiana sul portale F.I.Bi.S. 

Sintesi sul portale F.I.Bi.S. a cura di Federica Ronchi