NELLA FRESCA PRIMAVERA DI PRAGA

EUROPEAN SNOOKER CHAMPIONSHIP PRAGA 2015 – DAY SIX

Oggi, con molte probabilità, sarà il penultimo giorno di gara per il nostro “Italian Team” che si è coperto di onore competitivo scrollandosi dalle spalle il pesante cappotto dei pronostici. Coltro è di riposo ma sono impegnati Costa e Sabetta che attendono il loro turno di gioco in grande tranquillità.

DAY 00 D
Sono infatti previsti due match azzurri: Sabetta vs Kohout e Costa vs Dikstra. Sabetta parte fortissimo vincendo il primo frame per 53 a 21. Il ventitreenne padrone di casa si aggiudica poi il secondo in scioltezza e il terzo di misura per 60 a 52. Sabetta da qui, in parte pago del frame già ottenuto e in parte forse amareggiato dall’occasione persa nel terzo, non riesce a impensierire più di tanto un avversario comunque più forte: 1-4.

DAY 06 E
Così come il compagno di squadra, Costa inizia bene la sua partita ma non riesce a vincere il primo frame e ha poco gioco nei successivi due. Proprio mentre si figura la seria possibilità di un altro whitewash, Claudio gioca un frame di alto livello, chiudendo sul 77 a 68 e Dikstra, da veterano e gentiluomo del biliardo, schiocca le dita con sincera ammirazione.

Anche per lui il risultato finale è di 1 a 4, ma lo status di entrambi i giovani ha evidentemente fatto un bel passo avanti rispetto a inizio torneo sul piano della capacità di dare battaglia ad un livello tecnico che non avevano mai conosciuto prima.

All’inizio della trasferta era stato stabilito l’obiettivo di strappare almeno un frame tra tutti gli incontri mentre i nostri alfieri hanno incamerato risultati veramente impensati. Domani sarà ‘ultimo giorno della fase a gironi ed anche se l’avventura sarà terminata non si potrà che generare in tutto il movimento italiano un grande entusiasmo. Hanno messo tutta la benzina che avevano in corpo e sono riusciti a fare a meno di ogni indumento pesante  anche nella fresca e piovosa primavera di Praga.

CORONA CON 54 PIETRE PREZIOSE

EUROPEAN SNOOKER CHAMPIONSHIP PRAGA 2015 – DAY FIVE

DAY 05 D
Oggi si aprono le danze italiane con Claudio Costa ad affrontare il titano finlandese Janne Hummastenniemi che arriva a quasi due metri di altezza. Un match senza grandi opposizioni tattiche da parte del nostro paladino ravennate che si affida al suo istinto da “natural potter” e piazza effettivamente diverse imbucate di grande impatto. Il risultato segue i pronostici con la vittoria del nordico ben più esperto del nostro ottimo “kamikaze” Costa.

DAY 05 E

Zero frame vinti, dodici persi. Questo recita la classifica di Massimiliano Sabetta, spietatamente ignorando gli encomiabili sforzi profusi nel contrastare giocatori di un’altra categoria e condannando una prestazione dignitosa quanto sfortunata contro il bielorusso Kalinovski.

DAY 05 A

Oggi sfida Belasz Hamori, Ungherese che vanta un centone in allenamento. Sabetta gioca uno snooker di ottima qualità ed i primi due frame giocati ad alto livello, non sono che il riscaldamento per quello che resterà per sempre segnato negli annali dello snooker italiano.

DAY 05 C

Ma non è tutto qui. Il terzo frame infatti vede realizzarsi il primo mezzocentone ufficiale nella storia dello snooker italiano: un 54 gestito con accortezza ma anche con colpi magistrali che lascia poco alla replica avversaria e infonde molta, moltissima fiducia in tutti noi.

DAY 05 B

Davide Coltro affronta Kevin Chan, il quale dopo aver vinto il primo frame riesce a strapparci anche il secondo grazie a una giocata fortunata che gli permette di poter vincere il frame con i punti a disposizione. Sotto 2 a 0 Davide, invece che abbattersi, riesce ancora una volta a ricomporsi e a portare la partita al decider, che però verrà vinto dal favorito olandese con l’appoggio di uno snooker fortuito in seguito al suo stesso errore su una facile verde.

DAY 05 F

Due sconfitte oggi, che ricordiamo però essere una sentenza relativa a decine di fattori. L’unico dato certo che possiamo evidenziare è la crescita costante dimostrata giorno dopo giorno da questi giocatori, esempio concreto di passione e maturità per tutti i loro orgogliosi sostenitori.

UN CRESCENDO DI EMOZIONI

EUROPEAN SNOOKER CHAMPIONSHIP PRAGA 2015 – DAY FOUR

DAY 04 A
Dopo alcuni giorni di terrorismo psicologico operato da autentici samurai dell’imbucata, coi quali abbiamo comunque saputo giocare le nostre carte con grande maturità e consapevolezza, abbiamo l’opportunità di portare a casa qualcosa di più solido di pacche sulla spalla e belle speranze. Coltro si trova di fronte a un avversario abbordabile, perchè i best break sulla carta si somigliano.

DAY 04 C

Detto questo lo snooker è uno sport insidioso e a volte la paura di sprecare un’occasione può essere un avversario ben più ostico rispetto a un britannico pluricenturione con un polso da violinista. Il terzo frame, sul punteggio di uno a uno, si riduce a una nervosa battaglia tattica sulla marrone, che insieme alla blu e alla rosa porta Serge Dupraz a un frame dalla vittoria con due da giocare.

DAY 04 B

Proprio come ieri, nel momento di maggiore tensione, “The Prez” è in grado di produrre sprazzi del suo miglior biliardo, vincendo così senza patemi entrambi i frame che portano alla squadra la sua prima vittoria internazionale.

DAY 04 D

Ma non finisce qui il nostro crescendo di emozioni. Claudio Costa, l’unico dei tre che non era ancora riuscito a produrre un “highlight”, sfidava il croato Tim Venos (practice 109, competition 106). I primi due frame sono vinti in scioltezza dal favorito, con il nostro Claudio in grado di imbucare una trentina di punti in totale. Qualcosa scatta nel braccio, ma soprattutto nella testa, di Costa che gioca 3 frame di alto livello, riuscendo a portarne a casa due, per fissare il punteggio su un insidioso 3 a 2. Venos però fa valere la superiorità dei suoi mezzi e riesce a salvare la prestazione chiudendo al sesto frame. Ancora una volta, però, se qualcuno pensava di avere vita facile imbottendo la propria differenza frame, è stato smentito.

LA MINIERA D’ORO INTERIORE

EUROPEAN SNOOKER CHAMPIONSHIP PRAGA 2015 – DAY THREE

DAY 03 A

Il terzo giorno di questi europei si apre subito per i nostri colori alle ore 10, con la sfida fra Davide Coltro e Jamie Bodle. Quest’ultimo, così come Parsons, membro del team inglese, che garantisce player esperti e capaci di elevarsi alle massime altitudini del gioco di serie. Il primo frame vede un inizio sottotono da parte del favorito e un atteggiamento rapace del nostro Presidente Nazionale nel convertire in solide mani di rossa-colore le occasioni lasciate sul tavolo. Bodle si accorge di aver seriamente compromesso il frame solo dopo essere finito in regime di ricerca snooker con un in-off. Da qui è in grado di far cadere in penalità Davide per due volte, cercando poi di invertire anche la situazione psicologica con oculate costruzioni geometriche, ma il nostro trascinatore riesce a ricomporsi,  “scavare a fondo” nelle proprie motivazioni e colorare di azzurro un frame di questi europei imbucando blu e rosa.

DAY 03 D

Il match termina 3 a 1 in favore di Bodle che domina il resto dell’incontro deciso più che mai a non assottigliare ulteriormente la propria differenza frame.  E’ il primo frame vinto in una competizione federale internazionale nella storia del nostro biliardo, proprio contro un inglese ed è certamente da cogliere come un ottimo segnale. L’entusiasmo nel frattempo si è diffuso in tutta la squadra italiana, scavalcando il Danubio e arrivando col medesimo calore a ognuno di noi.

DAY 03 F

Claudio e Sabetta giocano più tardi nel pomeriggio rispettivamente contro Jakob Rendla e Vladislav Kalinovski. Le due prestazioni si somigliano. Poca tenuta psicologica, influenzata forse dalla grande voglia, e responsabilità allo stesso tempo, di fornirci a loro volta una grande gioia.

La competizione però è serrata e i partecipanti sono di primo livello. Fondamentale ora non inseguire il tabellone del punteggio, affrontare con positività il resto della settimana e, soprattutto, dig deep, scavare profondamente in noi stessi per trovare la miniera di motivazioni che può spingerci a ribaltare una situazione già compromessa, a sperare nel ritorno della concentrazione sufficiente per rendere al massimo delle nostre capacità.

Ognuno di noi dovrebbe sapere della miniera interiore che possiede, quindi non resta che sperare nelle capacità dello Snooker di formare veri cercatori d’oro, di quello che brilla spontaneamente perchè estratto dai giacimenti del cuore, in definitava quello che si trasforma in esaltanti break che trasmettono entusiasmo agli altri, in vittorie che non umiliano bensì accendono la fiamma dell’agonismo puro e senza malanimo, come nella grecia della prima olimpiade, alla quale, come nelle attuali, purtroppo mancava lo Snooker ma … non sia mai detta l’ultima parola. E noi continuiamo a scavare !

TRENTANOVE CHE VALE COME CENTOQUATTORDICI !

EUROPEAN SNOOKER CHAMPIONSHIP PRAGA 2015 – DAY TWO

Giovedì 4 giugno e solo un match azzurro in programma per questa giornata, oggi soprattutto si ammira cercando di apprendere ma, in qualche modo, si torna anche a scoprire che la matematica è davvero un’opinione, soprattuto in certi casi …

DAY  02 G

Max Sabetta ha sfidato nel suo secondo match il favorito nel girone, Anthony Parsons. Amatore e allenatore di prima qualità nella federazione inglese EASB, “Ant” è riuscito nel 2014 ad aggiudicarsi lo Snookerbacker Classic, noto torneo promosso da uno dei blogger più considerati nel panorama britannico e non solo, del quale indossa oltretutto una targhetta sul gillet. Dopo i primi dueframe sembra che Massimiliano sia destinato a subire il ritmo imposto dall’avversario, ma nel terzo si intrufola come un anguilla all’interno del gioco e non si schioda dal tavolo prima di aver realizzato una più che rispettabile serie da 39 che in contesto come questo assume ben altre valenze determinando segnali positivi.

DAY 02 C

Parsons vince ugualmente anche il terzo frame e nel quarto fa annusare allo snooker italiano il primo centone della sua storia: 114. Max accoglie con positività l’esperienza e si tiene stretto un break che è una iniezione di fiducia per i prossimi, si spera più abbordabili, incontri.

DAY  02 B

L’esperienza di questa giornata mette in seria discussione il valore dei numeri perchè da oggi e per qualche giorno, per gli snookeristi italiani, il numero 39 sarà considerato almeno quanto un maestoso 114 e la matematica tornerà ad essere un’opinione …

GIOCARE O AMMIRARE ?

EUROPEAN SNOOKER CHAMPIONSHIP PRAGA 2015 – DAY ONE

DAY  01 C

Finalmente si scende in campo ! Costa e Coltro inaugurano i propri gironi alle ore 10, incontrando rispettivamente Kacper Filipiak e Bernhard Müllner. Filipiak si presenta dopo aver siglato pochi mesi fa il suo primo 147 nella torneo Top 16 polacco, ma fresco di una prestazione in Q-School poco esaltante. Sarebbe stata gradita la sua presenza  a Wuxi City per la World Cup a squadre ( in esclusiva su Eurosport a partire dal 15 giugno ), ma, evidentemente, la Wild Card di un anno per il Main Tour, che fa il paio con il trofeo, è un obiettivo alla portata del diciannovenne. Non altrettanto roseo il futuro del centurione Muhlener, che compiuti i 41 anni non ha esitato a iscriversi al tabellone dei Master, risultando secondo favorito per il passaggio del suo girone.

Il calendario dei gironi è stilato seguendo un criterio semplice per il quale i pesci grossi si incontrano alla fine, utilizzando i best break dei giocatori per stilare delle “teste di serie” momentanee. In questo modo alle ore 15:00 Sabetta  affronta, o meglio, ammira, uno dei favoriti del suo girone: Brian Cini.

DAY  01 F

I nostri si battono con onore, ma la superiorità avversaria sia sul piano tecnico che tattico vale i primi tre whitewash di questa avventura. Inoltrandoci nella settimana gli avversari diventeranno più abbordabili e i nostri players avranno la possibilità di alzarsi dalla sedia un po’ più spesso. A fine giornata ancora due risate con Sasha Stojanovic  per consegnare il trofeo vinto dal padre, Milan, per il best break del primo campionato Ambrosiano 2013/2014: un ottimo 46 insidiato da alcuni 41 che non sono maturati in cinquantelli e gli fanno da solido piedistallo su questo primo podio italiano dei breaks registrati e ufficiali.

DAL PAESE DEI CRISTALLI

EUROPEAN SNOOKER CHAMPIONSHIP PRAGA 2015 – DAY ZERO

DAY 0 B

Bilancio super positivo per i primi 6 mesi di partnership fra FIBIS ed EBSA ed è giunto il momento di stringere la mano ai pezzi grossi dello snooker. Grazie al solito inesauribile impegno dell’Ambrosian Snooker Academy è possibile includere il nostro meraviglioso e passionale paese al circuito delle federazioni che parteciperanno allo European Snooker Championship 2015. A partire da mercoledì 3 giugno la FIBIS avrà la grandiosa opportunità di immergersi in questa realtà attraverso due validi giocatori, selezionati in quel manipolo di avanguardisti che da gennaio hanno inaugurato il progetto europeo con  PJ Nolan, per assimilare la maggiore esperienza possibile.  La convocazione prevedeva 2 player per la categoria MEN ed altri 2 per la categoria MASTER (over 40).  Tiziano “ The Captain” Guerra è stato costretto a rinunciare per impegni professionali  e allora è stato raggiunto l’accordo con EBSA di includere 3 MEN ed 1 solo MASTER ma un  improvviso impedimento di carattere personale ha bloccato anche Francesco Bertaiola. L’Italian Team approdato a Praga  è composto quindi da Claudio Costa, Massimiliano Sabetta  e Davide Coltro per gli over 40, tutti coach formati da PJ Nolan, presente e operante durante tutta la manifestazione. Lo scopo dichiarato di questa formazione non è tanto quello di competere sul piano agonistico, per ora impossibile al nostro livello, bensì assumere un’esperienza diretta del gioco ai massimi livelli amatoriali come criterio di formazione per i nostri istruttori FIBIS – EBSA.

DAY 0 A

201 i giocatori iscritti, 66 nel campionato Master over 40, 28 nel campionato femminile e i restanti 107 nel campionato assoluto. Quest’ultimo ospita 35 nazionalità differenti, una buona metà di centurioni e una dozzina abbondante di eroi capaci di vincere un frame imbucando 16 nere nello stesso break.
E’ in questo contesto che si collocano il tifo e gli auspici per due giocatori decisi a sventolare il tricolore sotto il naso delle diverse federazioni europee: Claudio Costa, valoroso informatico bolognese , micidiale dalla lunga distanza quanto incalzante nelle battaglie tattiche; e Massimiliano Sabetta, educato artigiano tiranese, fabbro della propria fortuna così come di stecche in frassino di prima qualità, egli si trova a suo agio sventrando cluster di rosse e non solo.

DAY 0 C

Claudio avrà l’onore di sfidare nel girone B il promettente polacco Kacper Filipiak, più volte partecipante alla fase a giorni dei tornei PTC. Massimiliano invece si trova nel girone G ai piedi di Anthony Parsons, navigato amatore inglese che in 20 anni di carriera è riuscito a togliersi più di una soddisfazione. Il presidente nazionale Davide Coltro saggerà il terreno della categoria over 40, nella quale è possibile scorgere Darren Morgan, ex professionista e ora commentatore. L’evento offrirà soprattutto numerose occasioni di rafforzare il cerchio di relazione della nostra federazione, a partire dal presidente della EBSA Maxime Cassis, sempre molto disponibile e convinto sostenitore della partecipazione del nostro paese, senza dimenticare il grandissimo PJ Nolan ed i vecchi amici come Sasha Stojanovic, brillante giocatore della Serbia e figlio di Milan Stojanovic. Entrambi hanno frequentato l’Academy di Trezzano e la gioia negli occhi di Sasha a vederci presenti in questo evento, forse è stata la prima grande vittoria per lo snooker italiano !

“THE CAPTAIN”: DA SEMPRE OLTRE LE FRONTIERE

INTERVISTA A TIZIANO GUERRA

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Da dove è partita la tua grande passione per lo sport del biliardo, al quale, come ci saprai raccontare, ti sei dedicato in maniera assidua per gran parte della tua vita?
I primi passi li mossi ai tempi della scuola, quando si marinava lo studio per impratichirsi nell’arte della steccata in quelle che ai tempi erano ancora le buche strette dei tavoli da 8 e 15: inizialmente solo i tavoli di Bolzano, per poi allargarsi a tutte le competizioni che il Triveneto anni ’90 aveva da offrire.

Ed è proprio questo il periodo in cui conoscesti altri appassionati, mentre alla televisione si iniziava a buttare l’occhio su un enorme tavolo verde con bilie senza numeri, o sbaglio?
Non sbagli! La curiosità fu fin da subito innescata dalle opere dei grandi Steve Davis e Jimmy White, ma dovetti attendere 10 anni prima che si aprisse una sala a Bolzano nel 2006 con due tavoli da Snooker.

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Da quel momento in poi ti sei dedicato completamente allo snooker?
Si, completamente! In poco tempo si creò una bella competizione che contava una buona ventina di giocatori, tutti enormemente affascinati da questo nuovo modo di concepire il biliardo. Molti si sarebbero poi arresi di fronte allo stress a cui si è sottoposti dai ganascini britannici nei primi mesi di apprendimento, ma la mia passione era molto più grande di questo e in poco tempo intrapresi dei corsi in Austria, paese che ha saputo insegnare gran parte di quello che è il mio snooker.

TIZIANO GUERRA
Quanto tempo è passato dal momento in cui è arrivato il tavolo a Bolzano a quando ti sei accorto di aver bisogno di un’esperienza di academy?
Il tavolo è arrivato in ottobre mentre io ho iniziato a recarmi regolarmente in Austria a dicembre, circa due mesi quindi.

Raccontaci di quanto è stato importante l’allenamento intrapreso con il coach Richard Hughes.
Richard è un ex professionista irlandese che vive ad Innsbruck, dove mi sono recato due volte a settimana per circa sei mesi. Inizialmente gli allenamenti si concentravano sulle impostazioni fondamentali di stance e grip, che rispetto alle tradizioni del biliardo a cui ero abituato andavano ampiamente rivoluzionate. Solo dopo aver sistemato allineamento e impostazione al tavolo, che garantiscono l’imbucata,  è possibile allenarsi su quella che è la vera chiave di questo gioco: il controllo della bianca.

Quali sono quindi gli esercizi che ti hanno portato a migliorare il tuo break building?
Gli esercizi più utili sono sicuramente le varie line-up: prima utilizzando solo le rosse e poi aggiungendo i colori, il che  aiuta a proiettare i piazzamenti fino a 2 o 3 colpi in là nella serie. Un altro esercizio fondamentale, da utilizzarsi anche come buon riscaldamento prima di una partita, consiste nel posizionare un po’ di rosse nella parte bassa del tavolo, in modo tale da prendere dimestichezza con tutte le porzioni della nera e della rosa. Una volta padroneggiate l’utilizzo dei colori sugli spot, ed essendo anche in grado di forzarne l’imbucata, si può dire di aver raggiunto un livello amatoriale rispettabile, in quanto con la giusta occasione, si è poi in grado di indirizzare fortemente un frame nella propria direzione con una sola visita al tavolo sopra i 40 punti.

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Proprio a proposito di livello amatoriale rispettabile, le tue visite in terra straniera si sono brevemente trasformate, da visite al tuo coach in ricerche di giocatori di alto livello dai quali poter imparare. Raccontaci delle grandi opportunità che hai saputo regalarti, affrontando giocatori dalla grande esperienza, giovani talenti dal buon potenziale e professionisti.
Fin dai primi anni di passione ho subito partecipato alla lega austriaca, raggiungendo nel 2011 il decimo posto all’ultima giornata, dopo aver avuto l’onore di confrontarmi con giocatori del calibro di Ploner, Kleckers e Jurgen Kessler che sarebbe poi diventato un mio grande amico. Dal 2012 ho deciso di partecipare invece alle lega svizzera in modo tale da incrociare la stecca con campioni ai limiti del professionismo. Tra questi sicuramente da citare Ursenbacher, lo svizzero appena uscito dal tour che non avrà alcun problema a risalire a cavallo, e il già citato Lucas Kleckers, che, dopo aver sfiorato la qualificazione alla scorsa Q school con Saengkham, quest’anno sarà molto agguerrito. Gli incroci (sul tavolo e non) con i supereroi del Main tour, che occasionalmente militano per i pro-am delle nostre zone, sono una vera e propria esperienza mistica. Ho avuto la fortuna di incontrare nel corso degli due futuri campioni del mondo: Stuart Bingham e Mark Selby nel 2007, l’anno in cui fu runner up al Crucible. Durante l’evento a Perugia targato SnookerItalia ebbi invece l’onore di giocare con Mark King.

Ultimamente hai avuto modo di assistere alla crescita di alcuni ragazzi nella accademia di Verona dove ti rechi frequentemente. Quanto è importante l’aspetto mentale per questi giovani talenti in uno sport che richiede allenamento maniacale e lucidità costante durante gli incontri?
L’aspetto mentale è fondamentale soprattutto all’inizio, quando è necessario concentrarsi sulla costruzione delle dovute basi tecniche che solo con un po’ di aiuto possono essere sistemate. Una grandissima risorsa a disposizione dei giovani è sicuramente la ampia copertura televisiva garantita da Eurosport: avere la possibilità di osservare un professionista anche solo mentre si imposta per colpire (che sembra un passaggio scontato, ma garantisce una grossa fetta di precisione finale) per tutta la durata di un match insegna moltissimo; per non parlare poi delle scelte di tiro e della grande passione che viene trasmessa. Proprio perchè i giovani non si scoraggino di fronte alle difficoltà che ogni nuovo percorso impone, alla NordEst Academy garantiamo loro un giorno a settimana per allenarsi gratuitamente: soprattutto con il rest! È meraviglioso che a partire dal grande esempio dell’Ambrosian Snooker ora gli appassionati abbiano l’opportunità di intraprendere un’esperienza di Academy anche a Verona, Savona, Roma e chissà…

DALLA CAMPAGNA DEL LINCOLNSHIRE …

 INTERVISTA AD ADAMO UBOLDI

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Come sei entrato in contatto con il gioco? C’è stata subito concomitanza tra la passione e la pratica attiva?

Ricordo ancora la prima volta che vidi un tavolo da snooker, tanti, tanti, tanti anni fa in Inghilterra…
Pressoche’ imberbi, entrammo in una sala da snooker e chiedemmo un tavolo da pool (aborrivamo gia’ i birilli!): offesissimo il gestore ci dirotto’ nel “kid’s corner”, sul mini pool inglese da 6 piedi.
Ci chiedevamo a cosa servissero quelle gigantesche praterie su tavolo, forse al cricket?
Ho scoperto lo snooker, come quasi tutti, in TV. Da quando ho potuto permettermi un abbonamento Sky (2010, Robbo vinceva il mondiale) non mi perdo un torneo.
Ho giocato il mio primo frame quasi 3 anni fa: 19 minuti per imbucare la prima rossa!!!
Ho realizzato il mio primo mezzo centone 6 mesi fa, per il primo centone… work in progress.

A che punto dell’evoluzione del tuo gioco hai sentito la necessità di appoggiarti ad una solida esperienza di Academy?

Abbastanza presto. Ho preso in mano una stecca e ho cominciato a giocare, piu’ o meno come giocavo a pool. Mi sono reso conto che, da solo, ad un certo punto non miglioravo piu’, come se avessi saturato le mie capacita’ di progredire. Poi ho capito perche’… l’approccio era completamente sbagliato!!!
Un po’ come lo stile ventrale nel salto in alto finche’ non e’ arrivato Dick Fosbury: puoi arrivare fino a 2.20 ma poi da li’ non ti schiodi piu’…

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Perché hai scelto proprio il “retreatment” della Snooker Farm di Del Hill ?

Ho avuto la fortuna di leggere un meraviglioso resoconto on-line scritto sull’ormai abbandonato Italy Snooker Forum da un ragazzo di Roma a cui devo una enooooorme cassa di birra… LOL FOR PTA147!
Ci sono altre ottime opportunita’, penso a Barrow o a Griffiths, ma l’esperienza da Del ha qualcosa di speciale. Sei perso “in the middle of nowhere”, non ti devi curare di nulla e devi solo concentrarti sulla tua tecnica. Capisco che possa intimidire (secondo mia moglie chi ci va e si diverte andrebbe ricoverato, me incluso) ma e’ davvero magico.
L’atmosfera e’ unica: sei nella stessa stanza di Ronnie, sullo stesso tavolo di Ronnie, facendo (indegnamente…) le sue stesse routines di allenamento. Attorno a te foto di ogni singolo tassello della storia dello snooker… io ho giocato con la stecca che Jimmy White (di casa alla Snooker Farm) ha regalato a Tommy, il figlio di Del, per festeggiare il 147 fatto su quel tavolo diabolico, con le buche piu’ strette per allenare il giovane Ronnie…
Certo, non e’ a buon mercato ma nemmeno inarrivabile: per quanto mi riguarda, vale ogni pound speso.

 Come è organizzata l’esperienza accedemica di questo piccolo-grande nido di campioni nel Lincolnshire?

Tutte le mattine si fa una lezione di un’ora (se non e’ troppo affollato anche di piu’) uno-a-uno con Del nella mitica Snooker Room dove e’ stato “creato” Ronnie… tra gli altri. Nel pomeriggio Del gira intorno agli altri tavoli (ce ne sono altri due nella Shed) sempre prodigo di consigli, ma e’ soprattutto il figlio Tom che si prende cura dei pupilli fuori dal “Sancta Santorum” della Snooker Room. L’accesso ai tavoli e’ 24h su 24h, io ho fatto l’alba con un austriaco suonato tanto quanto me…
In effetti, l’interazione con gli altri ospiti e’ un fattore importante anche se la variabilita’ e’ altissima: c’e’ gente che fatica a mettere insieme un trentello e poi amateurs che hanno fatto dei 147 in scioltezza. Se si e’ fortunati a volte si possono incontrare anche dei pro, alcuni sono dei veri e propri habitue’.

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Passando ora al lato strettamente tecnico, quali consigli e correzioni hanno inciso maggiormente sulla tua steccata?

Tanto per essere chiari, la prima mezza giornata si e’ svolta senza biglie… posizione dei piedi, postura, allineamento, equilibrio, bridge etc… poi un’altra mezza giornata solo con la bianca. Da li’ in poi, solo tecnica di sbracciata, punti di contatto, caduta del gomito, grip variabile, “follow through” in accelerazione etc…
Secondo Del la chiave di tutto e’ procedere attraverso un protocollo che sia identico ogni volta: lui insegna una tecnica di tiro che chiama “drive” ma non e’ la sola, Barry Hawkins e’ un “packer” e ha degnamente giocato una finale mondiale… L’ultimo Davis era un “driver”, Hendry lo e’ stato per tutta la carriera perfezionando definitivamente questa tecnica di tiro. Per la cronaca, e’ come gioca Ronnie… Attualmente quasi tutti i pro sono “drivers”, ognuno con le sue correzioni/adattamenti (Selby tanto per dirne uno). In effetti, riguardando adesso i video dei pro mi chiedo cosa vedessi/capissi prima… certo, si vedono le palline che entrano in buca ma giudicare la qualita’ della steccata e’ un’altra cosa. Riguardarsi Murphy o Ding sapendo cosa guardare dona una visione completamente diversa. Allo stesso modo, misurare la tempistica delle fasi di tiro di Higgins e’ come fissare un metronomo… Higgo e’ (o forse tristemente era) un manuale vivente. Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, Ronnie dal punto divista della tecnica e’ un vero e proprio automa, e’ la testa ad essere fulminata!

Nel mio caso, quando l’ho messo su carta il protocollo era fatto da 34 punti!!!  Poi, adagio adagio, alcuni punti diventano automatici e non si curano piu’, cosi’ la checklist si accorcia…
Al contrario, niente teoria di mira, punto palla, angoli etc… dice che faccio tutto giusto per istinto (gli ho chiesto di ripeterlo 3 volte…”you already got it, son!”)
Del ha insistito “usque ad nauseam” su due punti:  padroneggiare la fase di “ingresso al colpo” e poi rigida divisione tra la parte di mira e la parte di esecuzione di ogni tiro. “Repetita juvant” e’ il suo motto, mi ha fatto rifare centinaia di volte gli stessi esercizi, implacabile… implacabile tanto quanto i risultati ottenuti!
L’ultima sessione letteralmente a occhi chiusi: mi dice “Se il tiro l’hai gia’ pensato, adesso devi solo eseguirlo, non hai bisogno di guardarlo perche’ sai gia’ cosa succede”… gli ho chiesto cosa si fosse fumato, poi ho imbucato 17 long pot su 20… sentivo il rumore della palla in buca, aprivo gli occhi e in effetti la rossa era giu’, con la bianca che morbidamente tornava nel baulk… che sensazione…

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E sulla tua “psychology of snooker”?

Beh, considerando il disastroso stato iniziale, non c’e’ stato tempo per lavorare anche su questo!
In effetti, credo che per ottenere dei risultati “seri” sia necessario ritornarci con regolarita’. Dopo la prima full immersion volta a sgrezzare gli atavici retaggi da birilli o da pool, bisogna lavorare con regolarita’ sulla checklist di tiro e automatizzare ogni dettaglio (“should become your second nature” dice Del).
Meglio ancora sarebbe trovare un supporto locale… Mi spiego: meglio 2 ore alla settimana con chiunque ci capisca che niente per un anno di fila e poi baccanale orgiastico alla Farm. Mi rendo conto che la cosa non e’ facile in Italia, bisognerebbe invitare qualche coach a fare un “clinic” ogni tanto, ma capisco che non sia proprio a buon mercato.
Io invece vivo a Bruxelles, ad Anversa ci sono signori giocatori e signori coaches, e poi Londra e’ ad un’ora e mezza di Eurostar…

Che ruolo pensi possa avere il coaching nello sviluppo dello snooker italiano ?

Cruciale… un buon giocatore di pool puo’ divertirsi giocando a snooker nello stesso modo, ma non potra’ nemmeno sognare di entrare in un club (mentre e’ in vacanza in UK) e giocarsela alla pari con gli sfaccendati che trova li’…
Il movimento, se un movimento e’ quello che vogliamo fare, necessita di gettare basi solide fin da subito dal punto di vista agonistico. Molto bene un Forum, bene un gruppo Facebook, davvero ottima l’attivita’ di SnookerItalia, ma sono i giocatori il fulcro del progetto…
Come al solito, la virtualita’ perniciosa di questa societa’ porta all’ossimoro del beota da divano (o da bar) che critica Ding o Trump senza neanche essere capace di mettere un trentello con naturalezza…
Ma questa e’ un’altra storia!!!

AMBROSIAN SNOOKER CUP 2014

 

Griglia Ambrosian Cup11

Lunedì 15 Settembre prenderà il via l’Ambrosian Snooker Cup a coronamento di una stagione che ha visto crescere in modo esponenziale alcuni dei nostri player e l’affermarsi vigoroso dell’Academy.
Parteciperanno alla Cup i primi 12 classificati del Championship 2013/14, il torneo sarà ad eliminazione diretta e rimarranno in vigore gli handicap che hanno contraddistinto le categorie del campionato.
Il turno preliminare vedrà opposti i player classificati dal 5° al 12° posto che si affronteranno al meglio dei 5 frames. Dai quarti sino alla finale i match saranno disputati al meglio dei 7 frames.
In bocca al lupo a tutti i 12 partecipanti, più agguerriti che mai, pronti a sfidare il vincitore del Championship Michael Roche che si è aggiudicato il primo campionato di snooker mai disputato in Italia.