DUE VOCALI UNITE IN UNICO SUONO

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Una fresca serata di settembre incornicia l’ultimo atto dell’AMBROSIAN SNOOKER CHAMPIONSHIP 2013-14, il primo in assoluto nella storia del biliardo italiano.  Un evento cardine per mettere in moto i programmi della prossima stagione agonistica densa e nutrita di tutte le nuove presenze, confluite grazie agli annunci televisivi del grande Maurizio Cavalli, dalla continua certosina attività sui social media e dalla simpatia con la quale è seguito il LIVE CHANNEL con gli incontri in streaming. Ma andiamo ai fatti ed alla prime considerazioni su questo evento che ha caratterizzato la prima esperienza dello snooker ambrosiano. La formula per questa prima stagione competitiva è stata elaborata per far interagire giocatori di tre diversi livelli  inserendo l’elemento dell’handicap e dando importanza ad ogni frame giocato ai fini della classifica generale. Tutti i frames hanno avuto la loro importanza perché nella risultante classifica generale ogni punto ha contribuito a generare risultati inaspettati e gradite sorprese che possiamo commentare. I rispettivi vincitori delle tre categorie sono: l’irlandese Micheal Roche per il titolo assoluto, Alessandro Bacchetta che è italo – svizzero per la B ed il giovanissimo Alessandro Panzeri, milanese, per la C. Ora passiamo in rapida rassegna questi players, delineandone i profili, cercando di render loro omaggio per la sportività e l’impegno profusi in tutti questi sette mesi di attività.

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Il detentore indiscusso di questo primo AMBROSIAN SNOOKER CHAMPIONSHIP è Michael Roche, viene dall’Irlanda ed è un ingegnere informatico. Introdotto allo snooker sin dalle scuole elementari tanto da essere seguito da un allenatore giovanile, ha lasciato il panno verde per altri sport solo nell’adolescenza avanzata. Successivamente ha giocato ad altre specialità del biliardo ma è rimasto lontano dallo snooker per molti anni. Tale preparazione è stata sufficiente a dare lezioni di snooker a tutti noi neofiti, soprattutto sul piano tattico, dove l’accortezza e la misura nel valutare le diverse situazioni delle partite è stata veramente esemplare. Registra al suo attivo un buon numero di break, 17 per l’esattezza, finendo al secondo posto in questa particolare classifica. Domina la categoria B Alessandro Bacchetta, italo-svizzero, migrato con la famiglia in tenera età nel Canton Ticino. Giocatore eterodosso, amante del biliardo in tutte le sue specialità e sfumature, affronta le partite di snooker con la stecca ed il bagaglio tecnico del Pool. Molto efficace tatticamente, incamera tutti i risultati che sono alla sua portata senza fallire le facili occasioni. Non registra nessun break significativo, certamente una nota straniante sul suo profilo, ma riesce ad aggiudicarsi un prestigioso secondo posto e questo è oramai scritto. A causa di altri impegni agonistici della specialità del Pool, non sarà presente nel prossimo campionato, con grande dispiacere di tutti. Sentiremo la mancanza della corretta ed educata carica agonistica che riusciva ad infondere in ogni occasione e facciamo il tifo per i suoi successi sui tavoli da 9 piedi. Alessandro Panzeri è una giovane promessa dello snooker nostrano, ha raggiunto da poco la maggiore età e presenta una serie di caratteristiche interessanti che ne lasciano presagire una grande crescita tecnica e  agonistica. Misurandosi con giocatori molto più forti ed esperti, non ha mai subito una condizione psicologica di asservimento ma ha trovato sempre la giusta formula per reagire con efficacia traducendola  in punti. Non registra particolari prestazioni nei break ma una rara capacità di concentrazione e solidità nell’affrontare il match, normalmente appannaggio di giocatori molto più maturi. Non vediamo l’ora di ammirarlo nella prossima stagione per applaudire ai nuovi risultati che certo non mancheranno. I trofei, offerti dal nostro generoso sponsor Geoff Vitters, sono quattro: uno per categoria più il quarto, molto ambito, per il massimo break di tutto il Championship.

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E proprio su questo traguardo si è focalizzato Milan Stojanovic, grande appassionato, noto per i ferrei programmi di allenamento, che vede premiata la sua tenacia aggiudicandosi la statuetta con un ottimo 46, arrivato a qualche giornata dal termine, insidiato nelle ultime battute di stagione dall’ennesimo break di Coltro, che dopo aver raggiunto i 41 punti, sbaglia una facile nera dallo spot che lo avrebbe portato a quota 48. La presenza femminile di Maria Makarova, per ben due volte vice-campionessa di Israele, segna il secondo miglior break di 41 punti e mette in luce la vocazione di completezza del nascente snooker italiano incoraggiando la partecipazione del gentil sesso sin da queste prime battute.  E’ onorevole menzionare anche un altro piccolo traguardo, ricordando che vengono considerati degni di menzione solo quelli superiori ai 20 punti, tutto italiano è l’incoraggiante traguardo di 26 break segnati da Davide Coltro, mediamente più di uno per ogni incontro. La storia di Milano è una serie ininterrotta di intelligenti mediazioni culturali con invasori e alleati, eserciti e  popoli sia amici che nemici.  Milano e maestra di apertura e accoglimento degli influssi esterni con la capacità rara di rielaborare il proprio metabolismo basale nutrendo le sue attività commerciali, governative e di tutto il tessuto sociale. Penso sia del tutto lecito pensare che la disciplina britannica dello snooker beneficierà dell’atteggiamento ambrosiano e della sua attitudine culturale, assorbendo i contributi dei più esperti stranieri che ha avuto la fortuna di accogliere nel suo primo campionato. Ci rivolgiamo con fiducia alla prossima stagione che si svolgerà sotto l’egida della F.I.Bi.S. e sarà presentata sia da noi che, in tutta la sua ufficialità, anche attraverso gli organi di informazione federali. Augurandoci di superare la barriera delle trenta iscrizioni per le tre categorie previste, crediamo sia molto importante riunirci ancora intorno all’immenso tavolo da snooker perché la passione nutrita da ognuno di noi possa essere sportivamente alimentata, eticamente sostenuta e moralmente costruttiva. Siamo persuasi che lo sport è sempre tra le più alte e nobili attività dell’uomo, compreso l’elegante gioco inventato dagli ufficiali inglesi sul finire dell’ottocento, il “secolo coi baffi”. Quello stesso gioco, che nell’era televisiva ci incanta ancora con la sua intatta eleganza, si chiama ancora allo stesso modo, quello strano nome che riunisce due vocali uguali e che, molto presto nel nostro paese, sempre più persone impareranno a pronunciare.

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