STARKIE & HARTLEY … MITICO VIC !

INTERVISTA A VIC HARTLEY

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Buongiorno Mr. Vic Hartley, sono Max Del Bianco, uno degli arbitri italiani di snooker abilitati lo scorso mese di febbraio. Come forse lei sa l’Italia non ha tradizioni di snooker, ma negli ultimi anni il numero di appassionati sta crescendo molto rapidamente. Ci farebbe piacere se lei ci dedicasse qualche minuto e ci mettesse a disposizione un po’ della sua proverbiale esperienza.

Potrebbe dare qualche consiglio agli arbitri italiani, su come avviarsi ad essere un buon arbitro? Cosa fare e cosa evitare durante l’arbitraggio?

Bisogna rileggere e ri-studiare spesso le regole per arrivare alla comprensione completa. Le conoscenze possono anche essere  completate parlando e mettendo in discussione con altri arbitri le scelte dell’arbitro di un incontro.  Applicare le regole con onestà e senza pregiudizi. Tutti i giocatori devono essere trattati in modo equo a prescindere dal sesso, colore o nazionalità. Evitare di posizionarsi all’interno del campo visivo dei giocatori. Prendere le decisioni rapidamente e con fiducia, questo è il modo per guadagnarsi il rispetto dei giocatori.

Ha voglia di raccontarci un aneddoto significativo della sua storia personale?

Tutti i frame sono ugualmente importanti, soprattutto per i giocatori coinvolti. Il mio punto forte personale è stato arbitrare la semifinale del Ladies World Championship tra Lisa Quick e Wendy Jans al Crucible, Sheffield, nel 2002.

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Quando e come ha deciso di diventare arbitro di snooker?

Ho iniziato a giocare all’età di sedici anni. Non sono mai diventato nulla di più di un medio giocatore di un piccolo club. Ma lo Snooker mi ha sempre gratificato, grazie al suo fascino, con un gran divertimento. Divenni arbitro di Classe 3 nel gennaio 1988 (esattamente 27 anni prima di te) e ora comincio a pensare di essere riuscito a restituire qualcosa a questo gioco che ho apprezzato così tanto.

Quali sono le più grosse difficoltà incontrate agli inizi della carriera?

La principale difficoltà che ho incontrato, che poi si è rivelata essere la più grande e difficile da superare e che penso sia un problema comune a tutti i neo-arbitri,  consiste nel riuscire a farsi accettare nel nuovo ruolo dai giocatori locali, quelli che ti conosco da tanto tempo e che probabilmente ti hanno battuto un’infinità di volte. Non ti prendono sul serio perché pensano di saperne più di te. Ma tu conosci la verità, sai quanto studio e quanto impegno hai messo per superare l’esame e, come dicevo prima, la decisione, la fermezza e la sicurezza nel posizionamento e nelle decisioni ti devono far guadagnare la loro stima.

Qual è la differenza sostanziale nell’arbitrare una partita tra professionisti e dilettanti?

Nessuna differenza! Le stesse regole si applicano a tutti i giocatori, in tutte le situazioni, in ogni incontro.

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Donne e snooker: arbitri e giocatrici del futuro? … e noi uomini?

Molti altri paesi, come l’Italia stanno iniziando a partecipare ai tornei. Anche i piccoli successi incoraggeranno altri connazionalia partecipare. Se lo Snooker fosse accettato come sport olimpico sicuramente l’entusiasmo aumenterebbe moltissimo. Lo stesso discorso vale per le donne: sempre più donne si stanno affacciando al gioco e a livello sempre migliore … quindi aumenteranno di conseguenza le donne appassionate e gli arbitri al femminile.

Auguro sinceramente buona fortuna a tutti i giocatori e agli arbitri italiani. Il vostro futuro è nelle vostre mani! Comunque se hai bisogno di aiuto o consigli non dimenticare che in fondo siamo solo ad “una email di distanza”, e sono si curo che questo vale non solo per me ma anche per tutti i Tutor inglesi.

A presto

Vic

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